Il ruolo del digitale.

Oggi sento il dovere di esprimermi in risposta ad un famoso intellettuale italiano, Umberto Galimberti, che ha pubblicamente criticato il digitale in una conferenza.

Galimberti, con le sue parole, si è reso rappresentante di una categoria di intellettuali conservatori, datati, obsoleti, incapaci di tenere il passo con l’evoluzione del mondo, che altro non fanno se non rallentare il nostro paese nella corsa per stare al passo con gli altri.

Riporto le sue recenti  parole al Forum Monzani di Modena:

E la si finisca con l’alternanza scuola lavoro, a scuola si deve diventare uomini, a scuola si deve riportare la letteratura, non portare il lavoro. La letteratura è il luogo in cui impari cose come l’amore, la disperazione, la tragedia, l’ironia, il suicidio. E noi riempiamo le scuole di tecnologia digitale invece che di letteratura? E’ folle.

Guardiamo sui treni: mentre in altri Paesi i giovani leggono libri, noi giochiamo con il cellulare. Oggi i ragazzi conoscono duecento parole, ma come si può formulare un pensiero se ti mancano le parole? Non si pensa o si pensa poco se non si hanno le parole”.

Caro Umberto, non è mai troppo presto per introdurre le persone al mondo digitale, un mondo meravigliosamente intellettuale, in cui la mente viene stimolata a percorrere contemporaneamente le strade di tutti i linguaggi sensoriali disponibili: visivo, matematico, multi linguistico, anche auditivo, tutti coordinati dall’unita dei contenuti, da collegamenti logici e neuronali, in un susseguirsi ritmico e armonico senza fine. Endless. Sono assolutamente favorevole al digitale, ovunque. Digitale per il recupero dei disagi psichici, digitale per lo stimolo, lo sviluppo e l’esplorazione di parti della mente ancora sconosciute. I contenuti letterari sono oggi abbracciati, rielaborati e resi ancor più fruibili proprio dal digitale. 

Caro filosofo, quale è il tuo livello di digitalizzazione? 

Forse sostieni queste tesi solo perché hai qualche difficoltà con lo smartphone e le piattaforme?

Ti informo che i libri, adesso, sui treni, si leggono su Kindle.

Ti informo anche che “giocare con lo smartphone” è un esercizio di memorizzazione, agilità mentale e comunicazione non possibile con i vecchi libri cartacei, che immergono invece nella solitudine e astraggono dal mondo, facendo vivere emozioni prevalentemente private. I giovani hanno bisogno di relazionarsi. Il mondo, l’uomo ha bisogno di comunicare prima ancora che di studiare ed il digitale permette di farlo in tutte le forme possibili, includendo l’isolamento introspettivo della letteratura.

Giova che io ti ripeta, che la letteratura è inclusa nel digitale e per questo ti invito a leggere un libro sull’iPad con la possibilità di prendere appunti e preparare le lezioni per i tuoi studenti. 

Thank you for understanding.

Best,

ChiM 

 

Pubblicato da ChiM

I am a document and digital specialist, a writer and a designer.

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