SEO e User Experience: il Cliente prima di tutto

Che si tratti di SEO – Search Engine Optimization, metodi di ottimizzazione per i motori di ricerca – o di User Experience – esperienza dell’utente sul sito web- , in entrambi i casi l’ottica è client driven, ovvero al centro dell’attenzione c’è il (potenziale) cliente: come ragiona (quindi quali percorsi emotivi e mentali fa quando si collega e resta del tempo su un sito), come si esprime (quindi quali parole inserisce nel motore di ricerca), cosa si aspetta, di cosa ha bisogno, quali timori ha.

Nel caso della SEO una buona analisi comprende lo studio non solo dell’intento del cliente sul proprio sito, ma anche della visita della concorrenza, sempre mediante le parole chiave digitate dai potenziali clienti. Una intera strategia di contenuti si deve basare quindi sul linguaggio utilizzato dal cliente.

Nel caso del design del sito e dell’esperienza dell’utente sul sito – anche chiamata UX o user experience– , parimenti, il design si deve adattare alla psicologia, alle abitudini, alla cultura, alle necessità del cliente per farlo sentire quanto più sicuro, comodo, partecipe e stimolato possibile, conducendolo alla lettura, sottoscrizione o acquisto. 

Quindi, per esempio, occorre proprio mettersi nei suoi panni e chiedersi:

  • L’upload del sito è veloce?
  • La navigazione è intuitiva?
  • La versione mobile è responsive?
  • I testi sono semplici, specifici e chiari?
  • Le icone sono funzionali e intuitive?
  • I passaggi superflui sono stati eliminati?
  • Le immagini sono efficaci?
  • In che modo il proprio prodotto migliora la condizione del cliente?
  • Il sito, la descrizione, le immagini rassicurano il cliente?

Per fare alcuni esempi pratici, se il cliente si è abituato a trovare il carrello degli acquisti in alto a destra, è bene metterlo in quella posizione, invece che elaborare un design “originale” e spostarlo. È un po’ come quando si guida per strada: certi segnali e certe abitudini acquisite rendono la guida più rilassata. Sapere dove si trovano gli incroci o sapere che il semaforo è verde o rosso in tutti i paesi del mondo, permette a chiunque di guidare ovunque.

Per elaborare il giusto design, serve, dunque, grazie anche all’analisi SEO, capire se l’utente si collega al sito per cercare informazioni, studiare la concorrenza o comprare un prodotto.

È più importante come il sito funziona, di come appare. Il design deve essere funzionale al testo, e il testo, a sua volta, va incentrato sul cliente invece che sul prodotto. Una descrizione molto tecnica, con linguaggi specifici di settore, del prodotto va bene se il proprio cliente cerca informazioni tecniche. È bene che il sito fornisca spiegazioni esaustive, che impediscano al cliente di uscire dal sito per cercare spiegazioni più chiare su altri siti. Per esempio, quando si usa un termine straniero o un termine e tecnico, è opportuno, contestualmente, spiegare il termine stesso e trattenere l’utente, occupandosi in modo integrale della sua informazione e formazione. Per fare un altro esempio, quando si spiega una sentenza per spiegare un servizio di consulenza legale, è bene farlo in modo che sia comprensibile anche a chi non ha una formazione giuridica.

Nel dubbio “copy first o design first” – prima il testo o il design -, sicuramente bisogna prima scegliere i contenuti e poi il design più adatto per metterli nel giusto risalto.

A conti fatti, nessuno compra una maglietta solo perché è in vendita su un bel sito, piuttosto perché il prodotto è ben descritto, le immagini lo rappresentano bene ed, infine, il negozio online ispira sicurezza nei meccanismi che portano all’acquisto. Sono qui da includere per esempio i metodi di pagamento, di consegna e le politiche di reso. In questo senso, un buon design saprà posizionare le informazioni necessarie nel punto è nel modo giusto.

Alcuni accorgimenti sono utili a mantenere il senso dell’orientamento all’interno del sito, per esempio una freccia in alto a sinistra per tornare sempre alla pagina precedente da qualunque pagina del sito, un mega menu nella barra superiore per non perdere mai la pagina di riferimento, un eventuale menu secondario laterale o a cascata, dentro una specifica pagina, un pulsante di ricerca all’interno del sito, categorie di raggruppamento di articoli e contenuti. In fondo un sito web è come una grande casa con molte stanze e svariati corridoi di collegamento. Se interessa trovare un oggetto e non si  sa in che stanza si trovi, si ha bisogno di una cartina, per non essere costretti ad andare per tentativi.

Per questo, il marketing digitale, il design di un sito e l’ha analisi SEO, più che mai, devono concentrarsi sulle intenzioni e bisogni del potenziale cliente, invece che sull’elogio dei punti di forza del prodotto. 

In tutti questi casi, le azioni di marketing devono essere client-driven ovvero la logica di presentazione del prodotto o del servizio deve essere quanto più possibile famigliare al cliente. Non esiste la differenza fra prodotti esclusivi, di nicchia o generalisti, perché il web è un mondo democratico a cui hanno accesso tutti coloro che possiedono un mezzo di navigazione in internet ed i principali meccanismi di psicologia dell’acquisto sono condivisi da tutti, proprio come i segnali stradali. Le regole della strada non cambiano in funzione dell’auto guidata e la piacevolezza di una strada panoramica o scorrevole è condivisa da ogni tipo di guidatore. Un negozio sul web non è come un negozio in centro con guardia all’ingresso in cui molti non entrano, accontentandosi di guardare la vetrina. Nel negozio sul web può entrare, anche per ispirazione o curiosità, chiunque, e, se i contenuti sono chiari, ogni cliente troverà il prodotto giusto o l’informazione giusta per per sè. 

Strumenti che aiutano a effettuare una analisi delle intenzioni dei visitatori sul proprio sito web e quello della concorrenza sono:

  • Similarweb.com
  • Ahrefs.com
  • Google Analytics
  • Sistrix.com
  • NeilPatel.com
  • Usertesting.com

Pubblicato da ChiM

I am a document and digital specialist, a writer and a designer.

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